Forse pochi di voi
conoscono la storia di Sadako Sasaki, una bambina che, quando il 6 agosto 1945
venne sganciata la bomba Little Boy su Hiroshima, aveva solo due anni. Nel
novembre del 1954, un fastidioso gonfiore sul collo costrinse Sadako a letto
per alcuni giorni. A Capodanno il gonfiore si era esteso alla faccia, e piccole
macchie color porpora erano comparse sulla gamba sinistra della bambina. Il 18
febbraio del ’55 la diagnosi: leucemia. Il 21 il ricovero all’ospedale della
Croce Rossa, con appena un anno di vita da vivere, prima che i globuli bianchi
proliferassero impazziti nel suo sangue, portandole via l’ossigeno. Fu Chizuko,
un’amica, a regalarle l’origami: una piccola gru di carta nella quale erano
racchiuse una leggenda e una speranza. Secondo una antica leggenda, infatti,
chi avesse piegato mille origami raffiguranti una gru avrebbe potuto esprimere
un desiderio che gli dei avrebbero esaudito. Sadako sognava di esorcizzare la
morte, di sconfiggere quella sua malattia, di continuare a sperare nella Vita,
la vita dell’intera umanità. La storia di Sadako terminò la mattina del 25
ottobre 1955. C’è chi dice che le sue mani si fermarono dopo 644 origami; per
altri, il numero di mille fu abbondantemente superato. Il nome della nostra
casa editrice “Edizioni La Gru” vuole essere un inchino a Sadako, alla sua
speranza e alla sua forza perché la sua vita e quelle gru non vengano mai
dimenticate. Nel 1958 all’interno dell’Hiroshima Peace Memorial venne posta la
statua di Sadako, ritratta con le braccia aperte protese verso il cielo mentre
una gru spicca il volo proprio dalle sue mani. Alla base della statua si
possono leggere queste parole: “Questo è il tuo pianto. La nostra preghiera:
Pace nel mondo”.

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